il Quaderno di Saramago

No-B day

Posted in quaderno di Saramago by massimolafronza on 7 dicembre 2009

di José Saramago

http://caderno.josesaramago.org/2009/12/07/no-b-day/

Se Cicerone vivesse ancora tra voi, italiani, non direbbe: “Fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza?”, ma piuttosto:“Fino a quando, Berlusconi, attenterai contro la nostra democrazia?”. Si tratta di questo. Con la sua particolarissima opinione sulla ragione d’essere e il significato dell’istituzione democratica, Berlusconi ha trasformato in pochi anni l’Italia nell’ombra grottesca di un Paese e una grande parte degli italiani in una moltitudine di burattini che lo seguono trascinandosi e senza rendersi conto di camminare verso l’abisso della dimissione civica definitiva, verso il discredito internazionale, verso il ridicolo assoluto.

Con la sua storia, la sua cultura, la sua innegabile grandezza, l’Italia non merita il destino che Berlusconi ha tracciato con cinica freddezza e senza la minima traccia di pudore politico, senza il più elementare senso di vergogna per se stesso. Mi piace pensare che la gigantesca manifestazione di oggi contro la “cosa” Berlusconi, durante la quale verranno lette queste parole, si trasformerà nel primo passo verso la libertà e la rigenerazione dell’Italia. Per fare questo non sono necessarie armi, bastano i voti. Ripongo in voi tutta la mia speranza.

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No alla Disoccupazione

Posted in quaderno di Saramago by massimolafronza on 11 novembre 2009

di José Saramago

http://caderno.josesaramago.org/2009/11/10/nao-ao-desemprego/

Di fronte alle manifestazioni che si stanno preparando in tutta Europa, di protesta contro la disoccupazione, ho scritto, richiesto da un gruppo di sindacalisti, il testo qui riportato.

No alla Disoccupazione

La gravissima crisi economica e finanziaria che sta agitanto il mondo ci porta l’angosciosa sensazione di essere arrivati alla fine di un’epoca senza che si intraveda come e cosa sarà quella che ci aspetta.

Cosa facciamo noi che assistiamo, impotenti, all’oppressivo avanzamento dei grandi potentati economici e finanziari, avidi nell’accaparrarsi più denaro possibile, più potere possibile, con tutti i mezzi legali o illegali a loro disposizione, puliti o sporchi, onesti o criminali?

Possiamo lasciare l’uscita dalla crisi nelle mani degli esperti? Non sono precisamente loro, i banchieri, i politici di livello mondiale, i direttori delle grandi multinazionali, gli speculatori, con la complicità dei mezzi di comunicazione, quelli che, con l’arroganza di chi si considera possessore della conoscenza ultima, ci ordinavano di tacere quando, negli ultimi trent’anni, timidamente protestavamo, dicendo di essere all’oscuro di tutto, e per questo venivamo ridicolizzati? Era il periodo dell’impero assoluto del Mercato, questa entità presuntuosamente auto-riformabile e auto-regolabile incaricata dall’immutabile destino di preparare e difendere per sempre e principalmente la nostra felicità personale e collettiva, nonostante la realtà si preoccupasse di smentirla ogni ora che passava.

E adesso, quando ogni giorno il numero di disoccupati aumenta? Finiranno finalmente i paradisi fiscali e i conti cifrati? Si indagherà senza remore sull’origine di giganteschi depositi bancari, di ingegneria finanziaria chiaramente illecita, di trasferimenti opachi che, in molti casi, altro non sono che grandiosi riciclaggi di denaro sporco, del narcotraffico e di altre attività delinquenziali? E le risoluzioni speciali per la crisi, abilmente preparate a beneficio dei consigli di amministazione e contro i lavoratori?

Chi risolve il problema della disoccupazione, milioni di vittime della cosiddetta crisi, che per avarizia, malvagità o stupidità dei potenti continueranno a essere disoccupati, sopravvivendo temporaneamente con i miseri sussidi dello Stato, mentre i grandi dirigenti e amministratori di imprese condotte volontariamente al fallimento godono dei milioni coperti dai loro contratti blindati?

Quello che si sta verificando è, sotto ogni aspetto, un crimine contro l’umanità e da questa prospettiva deve essere analizzato nei dibattiti pubblici e nelle coscienze. Non è un’esagerazione. Crimini contro l’umanità non sono soltanto i genocidi, gli etnocidi, i campi della morte, le torture, gli omicidi collettivi, le carestie indotte deliberatamente, le contaminazioni di massa, le umiliazioni come modalità repressiva dell’identità delle vittime. Crimine contro l’umanità è anche quello che i poteri finanziari ed economici, con la complicità esplicita o tacita dei governi, freddamente perpetrano ai danni di milioni di persone in tutto il mondo, minacciate di perdere ciò che resta loro, la loro casa e i loro risparmi, dopo aver già perso l’unica e tante volte già magra fonte di reddito, il loro lavoro.

Dire “No alla Disoccupazione” è un dovere etico, un imperativo morale. Come lo è denunciare il fatto che questa situazione non la generano i lavoratori, che non sono i dipendenti che devono pagare per la stoltezza e gli errori del sistema.

Dire “No alla Disoccupazione” è arrestare il genocidio lento ma implacabile a cui il sistema condanna milioni di persone. Sappiamo di poter uscire da questa crisi, sappiamo di non chiedere la luna. E sappiamo di avere la voce per usarla. Di fronte all’arroganza del sistema, invochiamo il nostro diritto alla critica e alla protesta. Loro non sanno tutto. Si sono ingannati. Si sono sbagliati. Non tolleriamo di essere le loro vittime.

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Barack Obama

Posted in quaderno di Saramago by massimolafronza on 9 ottobre 2009

di Josè Saramago

http://caderno.josesaramago.org/2009/10/09/barack-obama/

In questo blog si è parlato molto di Barack Obama, troppo dirà qualcuno. Quando nasce una speranza bisogna rendergli omaggio per quello che merita, e questa sembrava non avere limiti.
É possibile che si cominci a dire che il Premio Nobel sia stato prematuro, ma non lo è se lo si prende come un investimento…
Forse anche grazie a questo Obama avrà ancora più coscienza di quanto avevamo bisogno di lui.

Donde?, testo pubblicato ne O Caderno del 20 Gennaio del 2009

Barack Obama, Premio Nobel per la Paz 2009

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Giorni felici

Posted in quaderno di Saramago by massimolafronza on 7 ottobre 2009

di José Saramago

http://caderno.josesaramago.org/2009/10/07/dias-felizes/

L’eccellente articolo di Umberto Eco intitolato “Un blogger chiamato Saramago” pubblicato alcuni giorni fa su “La Repubblica”, è apparso oggi su “El País” e domani sarà sulle pagine del “Diário de Notícias”. Questa raccolta di brevi testi, batezzati da me per l’edizione cartacea con il discreto nome de “Il Quaderno”, è nata sotto una buona stella. Tradotto già in castigliano, catalano e italiano, ha trovato adesso il migliore tra i garanti possibili nella persona di Umberto Eco, la cui perspicace analisi è saggiamente mitigata dalla grazia della scrittura e dal sottile humor. Non ho diritto di dilungarmi, ancor meno di commentare quello che ha scritto Eco. Mi basta la felicità che sento. In tutti questi anni, altri miei libri sono stati accolti con generosità e simpatia, ma nessuno come questo. Sono, in questo momento, il più grato tra gli scrittori.

6 ottobre 2009

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Formentor

Posted in quaderno di Saramago by massimolafronza on 30 settembre 2009

post del 28 settembre

di José Saramago

http://caderno.josesaramago.org/2009/09/28/uma-saudacao-para-formentor/

L’uomo pone, però sono le circostanze a disporre.  Dopo tanti mesi  passati ad assaporare il viaggio progettatato a Mallorca, l’incontro con gli amici, il dibattito annunciato, ecco che le ragioni di una salute che neccessita d’essere vigilata sono venute a sconsigliarmi l’impresa: le già citate circonstanze e le casualità hanno fatto sì che alcuni esami che dovevo fare coincidessero con le date dell’incontro. Pazienza. Ci saranno altre Formentor e in una di quelle ci sarò. Queste parole sono dirette a tutti i partecipanti all’incontro, conferenzieri e pubblico. Esprimono il mio dispiacere per l’assenza forzata, ma, allo stesso tempo, vogliono dare testimonianza dell’importanza della continuità di Formantor, tanto per gl’obblighi contratti in passato quanto per le speranze che il suo ritorno possa portare alla definizione di nuove strategie sul piano dell’azione culturale. Lo spirito libero di Formantor degli anni 60 deve essere resuscitato, e questo è il momento giusto per farlo. Tutti abbiamo sentito che è suonata l’ora per alzare ancora una volta la parola per promuovere riflessioni libere e, non si scandalizzino i casti uditi, la giusta dissidenza. Si tratta di questo: dissentire è uno dei diritti che mancano nella Dichiarazione dei Diritti Umani. L’altro è il diritto all’eresia. I partecipanti del “vecchio” Formentor, tra i quali, oltre Carlos Barral, mi fa piacere ricordare il mio collega José Cardoso Pires, lo sapevano, tutto il loro impegno si è orientato verso una necessaria demistificazione di concetti e nella chiarificazione della funzione sociale dello scrittore, indipendente da strette ideologiche o partitarie. Parliamoci chiaro e ci capiremo l’un l’altro.
Saluto tutti, amici e sconosciuti, Perfecto Cuadrado, e anche Jan Goytisolo a cui voglio esprimere in questa breve dichiarazione tutto il mio rispetto e tutta la mia ammirazione.