il Quaderno di Saramago

Su Maria João Pires

Posted in quaderno di Saramago by massimolafronza on 10 dicembre 2009

di José Saramago

http://caderno.josesaramago.org/2009/12/09/sobre-maria-joao-pires/

Maria João Pires non ha avuto molta fortuna nel paese in cui è nata. Sessant’anni di carriera (e che straordinaria carriera è stata la sua) giustificherebbero un omaggio di respiro nazionale capace di esprimere la nostra gratitudine per calpestare il suo stesso suolo e respirare la sua stessa aria. Non sarà così, a quanto pare, nonostante non verranno a mancare in terra portoghese altre manifestazioni di ammirazione e rispetto. È stato in casa di amici che l’ho ascoltata per la prima volta, quando non era che un’adolescente che, con il suo fragile corpo, sembrava essere appena uscita dall’infanzia, e di cui ho temuto che le braccia e le mani non arrivassero a potersi confrontare con la gigantesca tastiera. Il piano di famiglia, verticale, forse non era in perfetto stato di conservazione, ma le prime note furono limpide, cristalline, dandomi la sensazione, non già d’essere la mera conseguenza dello scontro dei martelletti con le corde, ma d’essere sgorgate direttamente dalle dita della stessa pianista. È stato il mio battesimo nell’arte di Maria João Pires. Dopo, nel corso degli anni, ogni volta che lei, grande viaggiatrice, passava da Lisbona per esibirsi, io c’ero, chiedendo alle autorità celesti di proteggerla dal malaugurio, da un semplice soffio d’aria che la potesse turbare. Forse per effetto delle mie richieste e del credito che ho nei cieli, tutti i concerti e le esibizioni di Maria João Pires a cui ho assistito sono andati felicemente a buon fine. Questa volta, per ragioni di distanza e anche di salute, non potrò essere presente, applaudire e baciare le sue mani così piene di musica, di umanità, di bellezza. Per tutto quello che mi ha fatto ascoltare e sentire, Maria João, grazie.

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