il Quaderno di Saramago

Su Maria João Pires

Posted in quaderno di Saramago by massimolafronza on 10 dicembre 2009

di José Saramago

http://caderno.josesaramago.org/2009/12/09/sobre-maria-joao-pires/

Maria João Pires non ha avuto molta fortuna nel paese in cui è nata. Sessant’anni di carriera (e che straordinaria carriera è stata la sua) giustificherebbero un omaggio di respiro nazionale capace di esprimere la nostra gratitudine per calpestare il suo stesso suolo e respirare la sua stessa aria. Non sarà così, a quanto pare, nonostante non verranno a mancare in terra portoghese altre manifestazioni di ammirazione e rispetto. È stato in casa di amici che l’ho ascoltata per la prima volta, quando non era che un’adolescente che, con il suo fragile corpo, sembrava essere appena uscita dall’infanzia, e di cui ho temuto che le braccia e le mani non arrivassero a potersi confrontare con la gigantesca tastiera. Il piano di famiglia, verticale, forse non era in perfetto stato di conservazione, ma le prime note furono limpide, cristalline, dandomi la sensazione, non già d’essere la mera conseguenza dello scontro dei martelletti con le corde, ma d’essere sgorgate direttamente dalle dita della stessa pianista. È stato il mio battesimo nell’arte di Maria João Pires. Dopo, nel corso degli anni, ogni volta che lei, grande viaggiatrice, passava da Lisbona per esibirsi, io c’ero, chiedendo alle autorità celesti di proteggerla dal malaugurio, da un semplice soffio d’aria che la potesse turbare. Forse per effetto delle mie richieste e del credito che ho nei cieli, tutti i concerti e le esibizioni di Maria João Pires a cui ho assistito sono andati felicemente a buon fine. Questa volta, per ragioni di distanza e anche di salute, non potrò essere presente, applaudire e baciare le sue mani così piene di musica, di umanità, di bellezza. Per tutto quello che mi ha fatto ascoltare e sentire, Maria João, grazie.

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No-B day

Posted in quaderno di Saramago by massimolafronza on 7 dicembre 2009

di José Saramago

http://caderno.josesaramago.org/2009/12/07/no-b-day/

Se Cicerone vivesse ancora tra voi, italiani, non direbbe: “Fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza?”, ma piuttosto:“Fino a quando, Berlusconi, attenterai contro la nostra democrazia?”. Si tratta di questo. Con la sua particolarissima opinione sulla ragione d’essere e il significato dell’istituzione democratica, Berlusconi ha trasformato in pochi anni l’Italia nell’ombra grottesca di un Paese e una grande parte degli italiani in una moltitudine di burattini che lo seguono trascinandosi e senza rendersi conto di camminare verso l’abisso della dimissione civica definitiva, verso il discredito internazionale, verso il ridicolo assoluto.

Con la sua storia, la sua cultura, la sua innegabile grandezza, l’Italia non merita il destino che Berlusconi ha tracciato con cinica freddezza e senza la minima traccia di pudore politico, senza il più elementare senso di vergogna per se stesso. Mi piace pensare che la gigantesca manifestazione di oggi contro la “cosa” Berlusconi, durante la quale verranno lette queste parole, si trasformerà nel primo passo verso la libertà e la rigenerazione dell’Italia. Per fare questo non sono necessarie armi, bastano i voti. Ripongo in voi tutta la mia speranza.

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