il Quaderno di Saramago

Gioco sporco

Posted in quaderno di Saramago by massimolafronza on 22 settembre 2009

post del 25 agosto

di José Saramago

http://caderno.josesaramago.org/2009/08/25/jogo-sujo/

Ero giovane e ingenuo quando molti, moltissimi, anni fa qualcuno mi ha convinto a fare un’assicurazione sulla vita, senza dubbio delle più rudimentali tra quelle che allora si praticavano, venti mila scudi portoghesi (n.d.t. circa cento euro) che mi sarebbero stati restituiti dopo vent’anni nel caso in cui non fossi morto, chiaramente la compagnia non era obbligata a informarmi di eventuali guadagni ricavati dal mio minuscolo investimento e ancor meno rendermene partecipe. Povero me, invece, se non avessi pagato i relativi premi. In quel periodo venti mila scudi erano molti soldi per me, dovevo lavorare quasi un anno per guadagnarli,  e quindi quando mi furono pagati ne trassi un buon profitto, ma quello che non riuscivo a evitare era un sentimento di sospetto che mi diceva, insistendo, che ero stato imbrogliato, anche se non sapevo esattamente come. All’epoca non erano solo le cosiddette lettere minuscole a ingannarci, le stesse lettere maiuscole erano un pugno di polvere lanciato nei nostri occhi. Erano altri tempi, la gente comune, tra cui mi inserivo, sapeva poco della vita e anche quel poco a poco gli serviva. Chi si sarebbe azzardato a discutere, non dico con il funzionario, ma con lo stesso venditore di assicurazioni, che possedeva tutta l’eloquaenza?

Oggi non è più così, abbiamo perso l’innocenza e non ci tiriamo indietro discutendo con tutta la convinzione anche di ciò di cui non abbiamo una pallida idea. Non venite a raccontarci storie, vi conosciamo bene, maschere! La cosa peggiore è che le maschere cambiano, e cambiano tantissimo, quello che c’è sotto resta inalterato. E non è neanche sicuro che l’innocenza sia perduta. Quando Barack Obama, nel cuore della campagna elettorale, ha annunciato una riforma sanitaria promettendo di coprire i 46 milioni di nord americani che non rientrano nel sistema in vigore per gli altri, cioè, quelli che direttamente o indirettamente pagano le rispettive assicurazioni, ci aspettavamo che un’ondata di entusiasmo travolgesse gli Stati Uniti. Così non è stato e oggi ne sappiamo il perché. Appena sono iniziati i lavori che porteranno (porteranno?) all’attuazione della riforma, il dragone si è svegliato. Come ha scritto Augusto Monterroso: il dinosauro era ancora lì. Non sono state solo le cinquanta compagnie di assicurazioni nord americane che controllano il sistema attuale ad aprire il fuoco sul progetto, l’ha fatto anche la totalità dei senatori e deputati repubblicani, e allo stesso modo un considerevole numero di rappresentanti democratici, sia al congresso che al senato. Mai come in questa occasione la filosofia pratica degli Stati Uniti è stata più evidente: se non sei ricco, è colpa tua. Sono 46 milioni i nord americani che non hanno copertura sanitaria, 46 milioni di persone che non hanno soldi per pagare le assicurazioni, 46 milioni di poveri che, a quanto si è visto, non sanno dove andare a morire. Quanti Barack Obama ancora saranno necessari per porre fine a questo scandalo?

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