il Quaderno di Saramago

Jean Giono

Posted in quaderno di Saramago by massimolafronza on 14 settembre 2009

post del 14 agosto

di José Saramago

http://caderno.josesaramago.org/2009/08/14/jean-giono/

Immagino che Jean Giono abbia piantato non pochi alberi nel corso della sua vita. Solo chi ha scavato la terra per porne una radice o la sua speranza può aver scritto la singolarissima narrativa che è “L’uomo che piantava gli alberi”, una indiscutibile opera prima per l’arte di raccontare. È chiaro che perchè questo potesse accadere era necessario che esistesse un Jean Giono, ma questa condizione basilare, per fortuna nostra, era un dato acquisito e confermato: l’autore esisteva, mancava solo che si mettesse a scrivere l’opera. Mancava anche che il tempo passasse, che la vecchiaia si presentare per dire: “Sono qui”, perchè forse solo in età avanzata, come lo era quella di Giono, sarebbe stato possibile scrivere con i colori del reale fisico, come fa lui, una storia concepita nel più profondo dell’elaborazione narrativa. Il piantatore di alberi Elzéard Bouffier, che non è mai esistito, è semplicemente un personaggio fatto con i due ingredienti magici della creazione letteraria, la carta e l’inchiostro con cui si scrive su di essa. Tuttavia, lo riconosciamo al primo riferimento che gli si fa, come qualcuno che stavamo aspettando da molto tempo. Ha piantato migliaia di alberi nelle Alpi francesi, poi queste migliaia, per azione della natura aiutata in questo modo, si sono moltiplicati in milioni, con loro sono tornati gli uccelli, sono tornati gli animali dei boschi, è tornata l’acqua, laddove non c’era che secchezza. In reatà eravamo in attesa di qualche Elzéard Bouffier reale. Prima che per il mondo sia troppo tardi.

P.S. Il signor D. Duarte de Bragança ha ragione, si trattava del Vangelo, non del Memoriale, ma non ne ha già più quando dice che io attribuisco la paternità di Gesù a un soldato romano. Nessuno dei milioni di lettori che ha avuto fino a oggi glielo confermerebbe. Conosco la tesi ma, credo per motivi di buon gusto, non l’ho utilizzata nella storia che ho scritto. In compenso, ho dedicato alcune pagine al concepimento di Gesù a opera di Giuseppe e Maria, suoi genitori. Mi permetto di suggerire al signor D. Duarte de Bragança di leggere il mio Vangelo. Ci provi, non sia timido, le garantisco che sarà una lettura piacevole.

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