il Quaderno di Saramago

Guatemala

Posted in quaderno di Saramago by massimolafronza on 11 settembre 2009

post del 13 agosto

di José Saramago

http://caderno.josesaramago.org/2009/08/13/guatemala/

Ogni giorno risulta più chiaro in tutto il mondo che il problema della giustizia non è della giustizia, ma dei giudici. La giustizia è nelle leggi, nei codici, dovrebbe essere quindi facile applicarla. Basterebbe saper leggere, capire quello che c’è scritto, ascoltare in maniera distaccata le arringhe dell’accusa e dell’accusato, i testimoni, se ce ne dovessero essere, e alla fine, con coscienza, giudicare. La corruzione ha mille facce e la peggiore è forse, in qualsiasi caso, la natura della relazione tra chi giudica e chi viene giudicato. Un caso tipico di perversione giudiziaria è accaduto recentemente in Guatemala dove l’editore Raúl Figueroa Sarti della casa F&G Editori è stato condannato a un anno di prigione commutabili con 25 quetzal al giorno e al pagamento di una multa di cinquanta mila quetzal, più le spese processuali. Quale crimine ha commesso Raúl Figueroa? Ha pubblicato, su richiesta, e con l’approvazione del rispettivo autore, Mardo Arturo Escobar, una fotografia che è stata poi inserita in un libro della F&G. Di questo libro sono state consegnati all’attuale accusatore alcuni esemplari. Ai giudici non è importato nulla che lo stesso Mardo Escobar avesse riconosciuto di aver consegnato volontariamente la fotografia a Raúl Figueroa, a cui ha dato l’autorizzazione verbale per utilizzarla in una pubblicazione. Quello che gli è importato, invece, è che l’accusatore fosse un suo collega: Mardo Arturo Escobar lavora al Quarto Giudizio della Sentenza Penale, è, quindi, compagno di lavoro di giudici, ufficiali e magistrati…
Ma questo caso non è un semplice episodio di bassa corruzione. La persecuzione di cui, da due anni, è stata oggetto la F&G Editori, si inquadra in una situazione repressiva che si sta vivendo in Guatemala, dove il potere ufficiale ha cominciato a perseguire e tentare di zittire le voci discordanti, queste che, senza desistere, continuano a denunciare le violazioni dei Diritti Umani nel paese. Da quello che si è visto, sembra corretto il vecchio gioco di parole tra Guatemala e Guatepeggio. Dai cittadini guatemaltechi ci si aspetta che l’innocente gioco non si trasformi in realtà.

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