il Quaderno di Saramago

Un re così

Posted in quaderno di Saramago by massimolafronza on 10 settembre 2009

post del 12 agosto

di José Saramago

http://caderno.josesaramago.org/2009/08/12/um-rei-assim/

Un re così è il signor D. Duarte de Bragança, persona mediamente istruita grazie ai precettori che gli hanno messo accanto subito dopo la nascita, ma che, ciò nonostante, detesta la letteratura in generale e quello che scrivo io in particolare, in primo luogo perchè ritiene che nel Memoriale del Convento ho insultato la sua famiglia e in secondo luogo perchè l’opera citata è, in linea con il suo ricercato linguaggio di pretendente al trono, una “grande merda”. Non ha letto il libro, ma evidentemente ne ha sentito l’odore. Si capisce, quindi, il fatto che, in tutti questi anni, io non abbia incluso il signor D. Duarte, si noti, nella selezionata lista dei miei amici politici. Non m’importa di prendere uno schiaffo ogni tanto, ma la virtù cristiana di porgere l’altra guancia è virtù che non coltivo. Mi sono vendicato apprezzando a dovere le qualità di umorista involontario che questo nipote del signor D. João V manifesta ogni volta che apre la bocca. Gli devo alcune tra le più saporite risate della mia vita.
Ma ora basta, la monarchia è stata restaurata e bisogna stare molto attenti alle parole, non vorrei che apparissero, redivivi, il sovrintendente Pina Manique o l’ispettore Rosa Casaco. Come restaurata la monarchia? si chiederanno i miei lettori, stupefatti. Sì signore, restaurata, l’ha affermato chi ha le migliori ragioni per farlo, lo stesso pretendente al trono. Che non è già più pretendente, visto che la monarchia ci è appena stata restituita dallo sventolio della bandiera azzurra e bianca nel cortile del Comune di Lisbona. I ragazzi del 31 dell’Armata (così questi scalatori definiscono se stessi) hanno già un posto assicurato nella storia del Portogallo, accanto alla panettiera di Aljubarrota di cui si dubita che alla fine non uccise neanche un castigliano. Non è il caso nostro, la bandiera è rimasta su alcune ore (ci sarà un monarchico infiltrato al Comune che ha impedito l’immediata rimozione?), si vuole verificare chi siano stati gli autori della bravata, e questo, come sempre, finirà in commedia, in farsa, in burla. Il sr. D. Duarte non ha l’audacia necessaria per esigere pubblicamente, davanti al popolo riunito, che gli siano consegnate la corona, lo scettro e il trono.
Dispiace però che un tanto glorioso gesto finisca così. Ma visto che, alla fine, sono una personata pacata, ben contenta di aiutare il prossimo, lascio qui un suggerimento per il signor D. Duarte di Bragança. Crei la sua squadra di calcio, una squadra di soli giocatori monarchici, allenatore monarchico, massaggiatore monarchico, tutti monarchici e, se possibile, di sangue blu. Le garantisco che se riesce a vincere il campionato, il paese, questo paese che ben conosciamo si inginocchierà ai suoi piedi.

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