il Quaderno di Saramago

Almodóvar

Posted in quaderno di Saramago by massimolafronza on 4 settembre 2009

post del 5 agosto 2009

di José Saramago

http://caderno.josesaramago.org/2009/08/05/almodovar/

Sono arrivato tardi alla “movida”, quando aveva già lasciato i suoi vestiti da arlecchino urbano, le sue lacrime false di rimmel nero, i suoi posticci, le sue parrucche, le sue risa e la sua tristezza. Non voglio dire che le “movide” siano tristi per definizione, quello che dico è che ci si deve sforzare molto per non lasciarsi sfuggire, nel bel mezzo delle feste e dei bagordi, la domanda decisiva: “Cosa ci faccio qui?” Attenzione, sto raccontando una storia che non è mia. Non sono mai stato uomo da “movide” e se mai mi lasciassi sedurre, sono certissimo che non farei una figura migliore di Don Chisciotte nel palazzo dei duchi. Il ridicolo esiste di fatto, non è soltanto un punto di vista. Posto questo, credo di non sbagliarmi di molto immaginandomi Pedro Almodóvar, referente per eccellenza della “movida” di Madrid, mentre chiede alla sua piccola anima (le anime sono tutte piccole, praticamente invisibili): “Cosa ci faccio qui?” La risposta la forniscono i suoi film, questi che ci fanno ridere mentre ci pongono un nodo in gola, questi che ci suggeriscono che dietro le immagini ci sono cose che chiedono di essere nominate. Quando ho visto “Volver” ho inviato a Pedro un messaggio che diceva: “Hai toccato la bellezza assoluta”. Forse (certamente) per pudore, non mi ha risposto.

Devo concludere. In un modo certamente inaspettato per chi sta sprecando il suo tempo leggendo queste righe, riassumendo così: a Pedro Almodóvar spetta il grande film sulla morte che manca al cinema spagnolo. Per mille ragioni, soprattutto perché sarebbe il modo per recuperare dalle macerie il significato ultimo della “movida”.

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