il Quaderno di Saramago

Formazione (1)

Posted in quaderno di Saramago by massimolafronza on 25 giugno 2009

di José Saramago
http://caderno.josesaramago.org/2009/06/25/formacao-1/

Riconosco che l’incombenza principale assegnata all’insegnamento in generale, e a quello universitario in particolare, è la formazione. L’università prepara lo studente alla vita, gli trasmette le conoscenze adeguate per esercitare in modo appropriato la professione scelta nell’ambito delle necessità manifestate dalla società, scelta quest’ultima che, se alcune volte viene compiuta seguendo gli imperativi della vocazione, è molto più spesso il risultato dei progressi scientifici e tecnologici, e anche delle richieste interessate delle imprese. Ad ogni modo, l’università avrà sempre motivo di pensare che ha svolto il suo compito consegnando alla società giovani preparati a ricevere e integrare, nel coacervo di conoscenze, le lezioni che gli mancano, quelle dell’esperienza, madre di tutte le cose umane. Ora, se l’università com’era suo dovere ha formato e se la detta formazione continua farà il resto, la domanda è inevitabile: “qual è il problema?” Il problema sta nel fatto che mi sono limitato a parlare della formazione necessaria per svolgere un mestiere, trascurando l’altra formazione, quella dell’individuo, della persona, del cittadino, questa trinità terrestre, tre in un solo corpo. È arrivato il momento di trattare questo delicato argomento. Qualsiasi gesto formativo presuppone, ovviamente, un oggetto e un obiettivo. L’oggetto è la persona che si vuole formare, l’obiettivo è nella natura e nella finalità della formazione. Una formazione letteraria, per esempio, non fornirà altri dubbi oltre a quelli risultanti dai metodi di insegnamento e dalla maggiore o minore capacità ricettiva dello studente. La questione, tuttavia, cambia totalmente se si parla di formare persone, se si vuole includere in quello che ho chiamato “obiettivo”, non solo le materie disciplinari che costituiscono il corso, ma un complesso di valori etici e relazionali teorici e pratici indispensabili all’attività professionale. Tra l’altro, formare persone non è, di per se, una garanzia di tranquillità. Un’educazione che sostenesse idee di superiorità razziale o biologica starebbe pervertendo la propria definizione di valore, mettendo il negativo al posto del positivo, sostituendo le idee di solidarietà e rispetto umano con intolleranza e xenofobia. Non mancano esempi nella storia antica e recente dell’umanità. Continueremo.

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