il Quaderno di Saramago

Ritorno

Posted in quaderno di Saramago by massimolafronza on 22 giugno 2009

di José Saramago
http://caderno.josesaramago.org/2009/06/22/regresso/

All’elefante è piaciuto quello che ha visto e l’ha fatto sapere alla compagnia, nonostante l’itinerario che abbiamo scelto non coincidesse in nessun punto con quello che la sua memoria di elefante conservava con zelo. Ha detto che erano saliti verso il nord, lui e i soldati della cavalleria, seguendo quasi la linea di frontiera, e per questo le strade erano così tanto rovinate. Comparato al viaggio di allora, questo è stata una passeggiata: buona accoglienza, buoni alloggi, buoni ristoranti, lo stesso arciduca, nonostante fosse abituato ai lussi dell’Europa centrale, ne sarebbe rimasto sorpreso. La spedizione era di lavoro, ma si è trasformata quasi in una vacanza. Anche i sofferenti operatori, obbligati a portare un equipaggiamento di sette chili a spalla, erano incantati. La cosa interessante è che né i nostri amici, né i giornalisti conoscevano i luoghi visitati. Meglio per loro, che da lì si sono portati via molto da raccontare e da ricordare. Cominciamo da Constância, dove si crede che Camões abbia vissuto e avuto casa, dalle cui finestre avrà visto mille volte l’abbraccio del fiume Zêzere e del Tago, quella soave tranquillità dell’acqua nell’acqua capace di ispirare i versi più belli. Da lì ci siamo spostati a Castelo Novo per vedere il Palazzo del Comune, dell’epoca di D. Dinis, e la fontana, del periodo di D. João, che gli sta pacificamente accanto. Abbiamo anche visto il palmento, questa specie di tinozza all’aria aperta per la pigiatura dell’uva, ricavato nella roccia in tempi che si crede essere preistorici. Abbiamo dormito a Fundão, terra di ciliege per eccellenza, e il mattino seguente tappa a Belmonte dove è nato Pedro Álvares Cabral,  quindi diretti alla chiesa di S. Tiago, a cui sono particolarmente affezionato. C’è lì una delle più commoventi sculture romaniche che esistano sulla faccia della terra, una Pietà in granito grezzo dipinto, con un Cristo esangue sdraiato sulle ginocchia della madre. Accanto a questa statua, la celebre Pietà di Michelangelo che si trova in Vaticano non è che un sospiro manierista. Non è stato facile strappare i visitatori dalla statica contemplazione in cui erano caduti, ma siamo riusciti a portarli via grazie all’enigma architettonico di Centum Cellas, questa costruzione incompleta la cui finalità è stata e continua a essere oggetto delle più ferventi discussioni. Sarebbe una torre di avvistamento? una pensione per viaggiatori di passaggio? una prigione, nonostante lo neghino le sopravvisute finestre rotte? non si sa. Saziata la fame di immagini, la destinazione successiva sarebbe Sortelha, quella delle muraglie ciclopiche. Lì ci ha colti in pieno un temporale come pochi, lampi a raffiche, tuoni come condimento, pioggia a secchiate e grandine come se fosse una mitragliatrice. Non siamo neanche riusciti a prendere il caffé, la corrente è andata via. Il cielo ci ha messo un’ora a liberarsi. Pioveva ancora quando siamo entrati in macchina diretti a Cidadelhe, sulla quale non scriverò. Rimando il lettore interessato e di buona volontà alle quattro o cinque pagine che gli ho dedicato in Viaggio in Portogallo. I compagni di viaggio hanno spalancato gli occhi davanti al palio del 1707, dopo sono andati a vedere il paese, i rilievi sulle porte delle case, le cripte della chiesa maggiore con i ritratti dei santi. Sono tornati trasformati e felici. Adesso mancava solo Castelo Rodrigo. Il sindaco di Figueira de Castelo Rodrigo ci aspettava al ponte sul fiume Côa, poco distante da Cidadelhe. Di Castelo Rodrigo conservavo l’immagine di trent’anni fa, quando ci sono stato per la prima volta, un vecchio e decadente paesino, in cui le rovine erano già rovine di rovine, come se tutto si stesse trasformando in polvere. Oggi a Castelo Rodrigo ci vivono 140 persone, le strade sono pulite e percorribili, sono state recuperate le facciate e sistemati gli edifici, e, soprattutto, è scomparsa la tristezza di una fine che sembrava annunciata. Bisogna puntare sui paesini storici, loro sono vivi. Ecco la lezione di questo viaggio.

Advertisements

Commenti disabilitati su Ritorno

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: