il Quaderno di Saramago

A Castelo Novo

Posted in quaderno di Saramago by massimolafronza on 18 giugno 2009

di José Saramago
http://caderno.josesaramago.org/2009/06/18/em-castelo-novo/

Più di trent’anni fa ho scritto:
Castelo Novo è uno dei ricordi più commoventi del viaggiatore. Forse un giorno ci tornerà, forse non tornerà mai, forse addirittura eviterà di tornarci, semplicemente perché ci sono esperienze che non vanno ripetute. Come Alpedrinha, Castelo Novo sorge sulla falda di un monte. Da lì alla cima, tagliando a destra, si arriva al punto più alto della Gardunha. Il viaggiatore non potrà più parlare di orario, luce, di atmosfera umida. Chiede soltanto che nulla di tutto questo sia dimenticato mentre sale attraverso le inclementi strade, tre case rustiche, e altre che sono palazzi, ambedue del Seicento, con il loro atrio, il loro terrazzino, il profondo arco d’accesso al piano terra,  è difficile vedere costruzioni più armoniose. Restino poi la luce e l’ora, lì ferme nel tempo e nel cielo e il viaggiatore vedrà Castelo Novo.

Trent’anni fa ho anche scritto sulle persone reali:
A una vecchietta che appare sulla porta, il viaggiatore domanda dove si trovi Lagariça. La vecchietta è sorda, ma capisce se le si parla a voce alta e ponendosi di fronte a lei. Dopo aver inteso la domanda ha sorriso, e il viaggiatore è rimasto sconcertato, perché i suoi denti sono finti ma ciò nonostante il suo sorriso è così vero, è così contenta di sorridere, che viene voglia di abbracciarla e chiedergli di sorridere ancora.
Di José Pereira Duarte, una delle persone più generose che ho conosciuto in vita mia, ho scritto che guarda il viaggiatore come chi osserva un amico che non vede da molti anni, e il suo maggior dolore sta nel fatto che sua moglie è a letto, malata: «Altrimenti mi sarebbe piaciuto che ti fossi trattenuto a casa mia.» Oggi siamo stati con la figlia e il genero di José Pereira Duarte, la vecchietta non c’è più, ma altre amabili persone sono comparse a Castelo Novo e ancora una volta sono andato via con lo stesso spirito di trent’anni fa. Se l’elefante Salomone è passato di qui, i componenti della carovana devono aver sentito lo stesso. Accoglienze come queste non s’improvvisano.

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