il Quaderno di Saramago

Corpo di Dio

Posted in quaderno di Saramago by massimolafronza on 12 giugno 2009

di José Saramago
http://caderno.josesaramago.org/2009/06/12/corpo-de-deus-2/

Lo chiamano anche Corpus Christi ed è “giorno di precetto” per i cattolici, oltre che giorno di festa ufficiale (n.d.t. 11 giugno in Portogallo). Tutti i fedeli dovranno andare a messa (essere “giorno di precetto” comporta questo) per testimoniare la presenza reale e sostanziale di Cristo nell’ostia. E non se ne parla neanche di farsi venire dubbi sulla presenza divina nell’azima cialda come successe a un sacerdote chiamato Pedro de Praga, nel secolo XIII, non sia mai che si riverifichi il terribile miracolo della trasformazione dell’ostia in carne e sangue, non simbolici, ma autentici, e si debba poi portare un’altra volta la prova sanguinolenta in processione solenne fino alla cattedrale di Oviedo, come ha la compiacenza di spiegarci Wikipedia, fonte a cui sono dovuto ricorrere in questo difficile affondo. Il mondo in quel periodo era interessantissimo. Oggi il miracolo di salvare l’economia e le banche richiede che si stampino milioni di dollari ad una velocità vertiginosa e che li si mettano in circolazione, tamponando così un vuoto con un altro vuoto, o, con parole meno azzardate, sostituendo l’assenza di valore con un valore assolutamente ipotetico che durerà solo quanto durerà il consenso che l’ha permesso.

Ma non era della crisi che volevo scrivere. Ad ogni modo, come si vedrà, il riferimento al Corpo di Dio non è stato gratuito né semplice pretesto per facili eresie, come lo sono di solito le mie, secondo canoniche e diffuse opinioni. Alcuni giorni fa, il 28 maggio precisamente, un boliviano di 33 anni, di nome Fraans Rilles, immigrato “senza documenti”  e senza contratto, che lavorava in una panetteria a Gandia (Spagna), è stato vittima di un grave incidente, una macchina per l’impasto gli ha tagliato il braccio sinistro. Ovviamente i padroni hanno avuto la carità di portarlo all’ospedale, ma l’hanno lasciato a 200 metri dalla porta con una raccomandazione: “Se ti chiedono, non dire niente dell’azienda”. Come c’era da aspettarsi, i medici hanno chiesto il braccio per cercare di reimpiantarlo, ma hanno dovuto desistere visto il cattivo stato in cui si trovava. L’avevano buttato nella spazzatura.

Alla fine, io non volevo scrivere del Corpo di Dio. Come spesso mi accade da cosa nasce cosa, ma era del Corpo dell’Uomo che io volevo realmente parlare, questo corpo che, fin dall’alba dei tempi, è stato maltrattato, torturato, spezzettato, umiliato e offeso nella sua più elementare dignità fisica, un corpo a cui adesso è stato strappato un braccio e a cui è stato ordinato di tacere per non rovinare l’azienda. Spero che i fedeli che oggi sono accorsi a messa e che avevano letto la notizia sul giornale abbiano avuto almeno un pensiero per la carne che ha sofferto e per il sangue sparso di quest’uomo. Non chiedo che lo si metta su un altare. Dio non è servito a Fraans Rilles, vittima della macchina per l’impasto del pane e della crudeltà della gente senza scrupoli che sfrutta la forza lavoro. Così va il mondo e non ce ne sarà un altro.

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