il Quaderno di Saramago

Poeti e poesia

Posted in quaderno di Saramago by massimolafronza on 19 maggio 2009

di José Saramago
http://caderno.josesaramago.org/2009/05/19/poetas-e-poesia/

Non sarà con tutti né sarà sempre, ma alle volte succede quello che stiamo vedendo in questi giorni: che, per  la morte di un poeta compaiono, in tutto il mondo, lettori di poesia che si dichiarano devoti di Mario Benedetti e che hanno bisogno di una poesia che esprima il loro sconforto e forse anche per ricordare un passato in cui la poesia aveva un posto d’onore permanente, mentre oggi è l’economia che non ci lascia chiudere occhio. Così quindi, all’improvviso si è stabilito un traffico di poesia che deve aver lasciato perplessi gli analisti ufficiali, perché da un continente all’altro volano strani messaggi,  di originale fattura, corte righe che sembrano dire più di quello che si creda a prima vista. I decifratori di codici non riescono a interpretare, ci sono troppi enigmi da decifrare, troppi abbracci e troppa musica che accompagnano sentimenti, anche loro troppi: il mondo non potrà sopportare a lungo questa intensità di emozioni, ma allo stesso tempo, senza la poesia che oggi si esprime, non saremmo noi interamente umani. E questo, in poche righe, è quello che sta succedendo: è morto Mario Benedetti a Montevideo e il pianeta è diventato troppo piccolo per contenere la commozione delle persone. Subito i libri si sono aperti e hanno cominciato a spandere versi, versi d’addio, versi di militanza, versi d’amore, le costanti della vita di Benedetti, insieme alla sua patria, ai suoi amici, al calcio e ad alcune botteghe con lunghe bevute e notti ancora più lunghe.

È morto Benedetti, questo poeta che è riuscito a farci vivere i nostri momenti più intimi e le nostre rabbie meno nascoste. Se con le sue poesie uscissimo per strada – fianco a fianco saremmo molto più che due -, se leggendo “Geografie”, per esempio, imparassimo ad amare un piccolo paese e un continente grande, adesso, viste le lettere che arrivano alla Fondazione, si recupererebbero momenti di amore che hanno dato senso a tempi lontani, e chissà se presenti. Dobbiamo a Bendetti anche questo, al poeta che morendo ci ha fatti eredi del bagaglio di una vita fuori dal comune.

Tania e Mario: la libertà*

Non è vero che il mondo è stato tutto scoperto. Il mondo non è solo la geografia con le sue valli e montagne, i suoi fiumi e i suoi laghi, sue pianure, i grandi mari, le città e le strade, i deserti che vedono passare il tempo, il tempo che ci vede passare tutti. Il mondo è anche le voci umane, questo miracolo della parola che si ripete tutti i giorni, come una corona di suoni che viaggia nello spazio. Molte di queste voci cantano, alcune cantano veramente. La prima volta che ho sentito cantare Tania Libertad ho avuto la rivelazione sui picchi di emozione che può raggiungere una voce nuda, sola di fronte al mondo, senza nessuno strumento ad accompagnarla. Tania cantava a capella “La paloma” di Rafael Alberti, e ogni nota accarezzava una corda della mia sensibilità fino alla vertigine.

Adesso Tania Libertad canta Mario Bendetti, questo grande poeta a cui starebbe stato tanto bene il nome di Mario Libertà…

Sono due voci umane, profondamente umane, che la musica della poesia e la poesia della musica ha riunito. Le parole di lui, la voce di lei.

Ascoltandolo siamo più vicini al mondo, più vicini alla libertà, più vicini a noi stessi.

Canzone: Tania Libertad – Papel Mojado – duetto con Joan Manuel Serrat

Benedetti_Tania_Libertad2

La vida ese paréntesis – Tania Libertad interpreta poesie di Mario Benedetti – Música de Víctor Merino – Alfaguara

*Nota: Introduzione al disco di Tania Libertad – Ese paréntesis la vida.

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