il Quaderno di Saramago

Sofia Gandarias

Posted in quaderno di Saramago by massimolafronza on 14 maggio 2009

di José Saramago
http://caderno.josesaramago.org/2009/05/14/sofia-gandarias/

Alla domanda angosciata, oltre che carica di una facile retorica, che il papa ha lanciato ad Auschwitz suscitando sorpresa e scandalo nel mondo dei credenti: “Dov’era Dio?”, risponde con semplicità questa grande mostra di Sofía Gandarias: “Dio non è qui”. É chiaro che Dio non abbia letto Kafka e, a quanto pare, neanche Ratzinger l’ha fatto. Non hanno letto neanche Primo Levi, più contemporaneo e che non si è mai servito di allegorie per descrivere l’orrore. Mi si conceda l’audacia, io consiglierei al papa di visitare, con tempo e occhi per guardare, questa mostra di Sofía, di ascoltare con attenzione le spiegazioni che gli verrebbero date da una pittrice che, sapendone tanto dell’arte che coltiva, ne sa anche tanto del mondo e della vita  che su di esso abbiamo vissuto, quelli che credono e quelli che non credono, quelli che sperano e quelli che disperano, e gli altri, quelli che hanno costruito Auschwitz e quelli che si chiedono dove fosse Dio. Sarebbe meglio chiedersi dove siamo noi, quale incurabile malattia è questa che non riesce a farci inventare una vita diversa, anche con dei, se si vuole, ma senza nessun obbligo di credere in loro. L’unica e autentica libertà dell’essere umano è quella dello spirito, di uno spirito non contaminato da credenze irrazionali e da superstizioni, in alcuni casi forse anche poetiche, ma che deformano la percezione della realtà e dovrebbero offendere la ragione più elementare.

Seguo il lavoro di Sofía Gandarias da parecchi anni. Mi meraviglia la sua capacità produttiva, la forze della sua vocazione, la maestria con cui riversa su tela le visioni del suo mondo interiore, la relazione quasi organica che mantiene tra il colore e il disegno. Sofía Gandarias è, lei tutta, memoria. Memoria di se stessa, come chiunque, in primo luogo, ma anche memoria di quello che ha vissuto e di quello che ha imparato, memoria di tutto quello che ha interiorizzato come se fosse proprio, memoria di Kafka, di Primo Levi, de Roa Bastos, di Borges, di Rilke, di Brecht, di Hanna Arendt, di quanti, per dirlo con una parola, si sono affacciati sul pozzo dell’anima e hanno sentito la vertigine.

Nota: testo scritto per la mostra “Kafka, il visionario”, di Sofía Gandarias, che potrà essere visitata alla Haus am Kleistpark di Berlino dal 28 di maggio

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Sofía Gandarias

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