il Quaderno di Saramago

Corruzione all’inglese

Posted in quaderno di Saramago by massimolafronza on 13 maggio 2009

di José Saramago
http://caderno.josesaramago.org/2009/05/13/corrupcao-a-inglesa/

Lo si legge e non ci si crede. Viene voglia di promuovere con urgenza una sottoscrizione pubblica finalizzata alla raccolta di spiccioli per aiutare i deputati inglesi, tanto i laburisti quanto i conservatori, ad arrivare alla fine del mese con qualche moneta in tasca. Verrebbe da chiedere: “Impero britannico, che fine hai fatto?” Padroni di mezzo mondo in un passato non troppo distante,  adesso manca poco perché scendano per strada con la mano protesa in cerca della carità degli elettori. Non è che non abbiano da mangiare. Per quello che sappiamo, non ci sono notizie di deputati o deputate svenuti per la fame durante un discorso. Non siamo ancora arrivati a quel punto. Ma che dire della deputata Cheryl Gillan che ha usato le casse dello stato per l’importante cifra di 87 centesimi di euro per l’acquisto di due barattoli di cibo per cani! o del deputato David Willetts, il quale ha chiamato un operaio che gli cambiasse 25 lampade a casa sua, con i soldi dello Stato? o Alan Duncan, che si è rifatto il giardino sulle spalle del contribuente? la lista dei casi è molto estesa.

Lo scandalo in Gran Bretagna sta raggiungendo proporzioni tali da costringere il primo ministro Gordon Brown a chiedere scusa a nome della classe politica del paese, inclusi tutti i partiti, rispetto al grande discredito che sta soffrendo la reputazione dei politici che abusano del denaro pubblico per coprire le proprie spese da deputati. In realtà bisognerebbe fare qualcosa per porre rimedio a questa vergogna,  in cui non è difficile intravedere la farsa. Io, da parte mia, ho un’idea: assumere un nuovo Robin Hood, uno che saccheggi i poveri affinché non manchi denaro ai rapresentanti della nazione per le loro piccole spese, che molto spesso di piccolo non hanno proprio niente, come nel caso di David Cameron, “leader” dei conservatori, che ha messo sul conto dello Stato 92mila euro spesi per la sua seconda casa. Credetemi, la soluzione è a un palmo di naso. A Robin Hood non manca l’esperienza e per il momento gode ancora di buona reputazione.

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