il Quaderno di Saramago

Esibizionismi

Posted in quaderno di Saramago by massimolafronza on 20 aprile 2009

di José Saramago

Parole come discrezione, riservato, riguardo, pudore o modestia si trovano ancora in qualsiasi dizionario. Temo, però, che alcune di loro riceveranno, presto o tardi, lo stesso destino della parola esgartulo, per esempio, eliminata, così come altre, dal dizionario dell’Accademia per manifesto e continuato disuso che l’aveva resa un peso morto all’interno delle erudite colonne.  Io stesso non ricordo di averla mai pronunicata e ancor meno di averla scritta. Alla parola riservato invece, nonostante stia per per perdere l’accezione che mi ha spinto a includerla nella lista in alto, è garantita lunga vita per quanto riguarda il posto riservato dei biglietti o il posto a sedere senza cui alcuni servizi fondamentali come i trasporti aerei non funzionerebbero. E questo senza dimentcare un’altro modo di essere riservato, quello mentale, inventato dai gesuiti come ultima giustificazione per aver detto prima una cosa e aver fatto dopo l’esatto contrario, metodo, in realtà, che ha prosperato e attecchito a tal punto che ha finito per diffondersi nella società umana come condizione stessa della sopravvivenza.

Non è nelle mie intenzioni moralizzare, oltre che se solo provassi a farlo perderei il mio tempo e, immagino, anche alcuni lettori. Sappiamo già che la carne è debole e lo spirito lo è molto di più per quanto si parli di solito della sua ipotetica forza, che l’essere umano è il territorio per antonomasia di tutte le tentazioni amatorie possibili, sia quelle naturali che quelle che nei secoli e millenni di uso continuato sono state inventate. Buon per lui. Scagli la prima pietra chi non si è mai lasciato tentare. Il tutto è iniziato sbottonandosi i vestiti, per poi utilizzarli più leggeri e ridotti, anche più trasparenti, mettendo in mostra un numero sempre più alto di centimetri quadrati di pelle fino al nudismo totale praticato in assoluta tranquillità in alcune spiagge segnalate. Niente di grave quindi. In fondo, c’è, in tutto questo, come ho già scritto in un altro contesto, una certa innocenza. Anche Adamo ed Eva erano nudi e, per quanto ne possa dire la Bibbia, lo sapevano perfettamente.

Nel mettere in atto l’attuale spettacolo universale che concentra e allo stesso tempo disperde le attenzioni del mondo, sembra che nessuno abbia previsto che avremmo dato i natali a una società di esibizionisti. La divisione tra attori e spettatori è finita, lo spettatore va per vedere e ascoltare, ma anche per essere visto e ascoltato. Il potere della televisione, per esempio, si alimenta in gran parte da questa malsana simbiosi, principalmente nei così detti reality shows, dove l’invitato, pagato per questo e alla volte profumatamente, mette allo scoperto le miserie della sua vita, i tradimenti e le viltà, le cattiverie proprie e altrui, e, se fosse necessario per lo spettacolo, quelle della famiglia e dei suoi prossimi. Senza discrezione né riservatezza, senza riguardo né pudore, senza modestia. Non mancherà qualcuno che dica che è meglio così, che dovremmo abbandonare quel ferro vecchio di vocabolario, porte aperte anche se la casa puzza, alcuni altri, non ne dubitiamo, arriveranno addirittura ad affermare che si tratti di un effetto benefico della democrazia. Dire tutto, a patto che l’essenziale sia nascosto. Senza vergogna.

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