il Quaderno di Saramago

L’orologio

Posted in quaderno di Saramago by massimolafronza on 6 aprile 2009

di José Saramago

Uno dei miei più recenti amici mi ha appena regalato un orologio. Non uno qualsiasi, ma un Omega. Mi aveva promesso che avrebbe smosso cielo e terra per trovarlo, e ha mantenuto la parola. Si dirà che la concretizzazione della promessa non dovrebbe aver comportato difficoltà rilevanti, sarebbe bastato entrare da un’orologiaio e scegliere tra i diversi modelli, ce ne sarebbero stati per tutti i gusti, classici e moderni, compreso alcuni che il cliente neanche immaginava potessero esistere. La cosa sembra facile, ma il lettore provi a cercare in uno di questi orologiai un Omega costruito nel 1922, mio anno di nascita, e poi mi dica cosa succede. “Probabilmente”, penserebbe il commesso, “questo signore ha qualche rotella fuori posto”.

Il mio orologio è uno di quelli a corda, necessita che lo si ricarichi ogni giorno. Ha un aspetto serio che, credo, gli venga dal materiale di cui è fatta la cassa: argento. Il quadrante è un esempio di chiarezza la cui vista è una consolazione per il cuore. E il meccanismo è protetto da due lamine, una delle quali ermetica, attraverso cui neanche la più piccola particella di polvere riuscirebbe a entrare. Il problema è che l’orologio ha cominciato a causarmi, dal primo giorno, problemi di coscienza. La prima domanda che mi sono fatto è stata questa:”Dove lo metto?” “Lo condanno all’oscurità di un cassetto?” Mai, non ho il cuore così tanto duro. “Allora lo uso?” Ho già un orologio da polso, ovvio, e sarebbe ridicolo portarne due, senza dimenticare che il luogo ideale per un orologio da tasca è il panciotto, ma adesso non si usa più. Ho deciso, quindi, di trattarlo come se fosse un animaletto domestico. Passa i suoi giorni adagiato su un piccolo tavolo accanto a dove lavoro e mi sembra sia un orologio felice. E, per consolidare la nostra relazione, ho deciso di portarlo nei miei viaggi. Se lo merita. Tende un po’ ad andare avanti, ma questo è l’unico difetto che riscontro. Meglio questo che se restasse indietro.

L’amico che me lo ha regalato si chiama José Miguel Correia Noras e vive a Santarém.

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