il Quaderno di Saramago

Mahmud Darwish

Posted in quaderno di Saramago by massimolafronza on 1 aprile 2009

di José Saramago

Il prossimo 9 Agosto sarà passato un anno dalla morte di Mahmud Darwish, il grande poeta palestinese. Se il nostro monde fosse un po’ più sensibile e intelligente, più attento alla grandezza quasi sublime di alcune delle vite che lo attraversano, il suo nome sarebbe oggi conosciuto e ammirato come, per esempio, lo fu in vita quello di Pablo Neruda. Radicate nella vita, nelle sofferenze e nelle immortali speranze del popolo palestinese, le poesie di Darwish, di una bellezza formale che molto spesso sfiora la trascendenza dell’ineffabile con una semplice parola, sono come un diario in cui sono stati registrati, passo per passo, lacrima per lacrima, i disastri, ma anche le privazioni, oltre che le profonde allegrie, di un popolo il cui martirio, passati sessant’anni, non sembra disposto ad annuncire la sua fine. Leggere Mahmud Darwish, oltre che un’esperienza estetica impossibile da dimenticare, significa compiere una dolorosa passeggiata sulla scia dell’ingiustizia e dell’ignominia di cui la terra paletinese è stata vittima per mano di Israele, questo boia di cui lo scrittore israeliano David Grossman, in un momento di sincerità, ha detto non conoscere la compassione. Oggi, in biblioteca, ho letto poesie di Mahmud Darwish per un documentario che verrà presentato a Ramallah in occasione dell’anniversario della sua morte. Mi hanno invitato ad andare là, vedremo se mi sarà possibile intraprendere questo viaggio, che certamente non sarebbe gradito dalla polizia israeliana. Mi piacerebbe ricordare, propio lì, l’abbraccio fraterno che ci scambiammo sette anni fa, le parole che ci siamo rivolti e che mai più potremo tornare a fare. A volte, la vita ti toglie con una mano quello che ti aveva dato con l’altra. Così è successo a me con Mahmud Darwish.

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